Equilibrio Instabile – Lucia Pasini/Rita Malaguti

invito Pasini :Malaguti

 

La pittura di Lucia Pasini ha quale centro l’idea semplice, pura del colore, da quale l’artista procede secondo un codice astratto di revisioni, ora sovrapponendo ora agglomerando materiali diversi, dalla tela alla terra, la cera, l’acetato. I suoi lavori contano dunque una trama sulla quale distendere ampie porzioni cromatiche, a loro volta coperte da un nuovo inserimento, e un altro ancora, con mano leggera, insomma una serie di velature che lasciano intravedere il processo svolto in momenti successivi, che corrispondono del resto alle emozioni o ai sentimenti dell’autrice, richiamando l’attenzione di chi osserva tanto sugli strati più profondi quanto su quelli superficiali contemporaneamente. Questo comporta la possibilità di leggere ogni strato come un lavoro a sé e come parte di un tutto, in continuazione, di qui il concerto di visione reiterata. L’ordito della tela, la materia grezza delle terre naturali, i nodi, l’alchimia luminescente della cera compaiono e scompaiono, mostrano paesaggi naturali e no, scorci e pensieri, elementi fisici e mentali amalgamati in un deciso equilibrio il cui movimento determina l’apparente instabilità del complesso.

Riprendendo il tema di questa doppia personale piuttosto appariscente è l’equilibrismo della scultrice Rita Malaguti, che divide con la collega una formazione tra pittura e plastica, entrambe frequentatrici lo studio di Lorenzo Garaventa. Se Pasini trae da tale esperienza spunti per dare spessore materico alla sua pittura, Malaguti riesce a definire una scultura a tratti pittorica, tra note astratte e informali. Sono monotipi eleganti, lineari, notevolmente mobili, dallo sviluppo centrifugo, sia in un senso avvolgente sia in una più potente disgregazione degli elementi, dunque frammentaria e frammentata. Rende così possibile scegliere se osservare i lavori in senso ascendente o discendente, come una vite senza fine, una spirale perpetua, o in altri casi producendo effetti esplosivi ma lasciando il dubbio se i frammenti scolpiti si stiano allontanando dal centro dell’idea o se il processo abbia direzione esattamente contraria. Nelle serie dell’esposizione le due artiste si pongono a confronto interagendo sia pure a breve distanza, nel contrasto del cromatismo di Lucia Pasini e il nitore candido di Rita Malaguti, quindi nella comune intenzione al movimento, tra sottili percezioni di figure/non figure e un repertorio vibrante di tensioni astratte.

(Stefano Bigazzi)

GALERRIA SU FACEBOOK